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Le lingue elfiche

Quest'anno alla Festa delle Fate scoprirete come scrivere in Quenya, la lingua degli elfi dell'Ovest, chiamato anche il "latino elfico", perché sapienziale. Il Quenya, anche se non veniva più parlato nella Terra di Mezzo al tempo delle vicende narrate nello Hobbit e nel Signore degli Anelli, era conosciuto da tutte le persone, Uomini o Elfi, colte e istruite, soprattutto dai saggi. Tolkien ci ha lasciato molto materiale sul Quenya, compresi dizionario, sintassi e grammatica, cosicché, oltre ai brani in Quenya composti da lui stesso, siamo in grado di tradurre noi stessi dall'italiano all'elfico. La pronuncia del Quenya è molto simile all'italiano e al spagnolo, mentre la sintassi è del tipo "agglutinante", tipico ad esempio del finlandese.

Un'altra lingua inventata da Tolkien per il suo mondo immaginario è il Sindarin, la lingua degli Elfi della Terra di Mezzo, le cui sonorità ricordano il gallese, mentre la struttura grammaticale ci riporta all’antico germanico.

"Pedo mellon a minno", cioè "Di' amico ed entra" è la più celebre frase Sindarin contenuta nel Signore degli Anelli, mentre famoso rimane anche il saluto Quenya "Elen síla lúmenn’ omentielvo", "Una stella brilla sull'ora del nostro incontro".

Per completare l'opera, non mancherà altro che scrivere usando gli splendidi caratteri Tengwar…

Le lingue elfiche